Quante bedde cose che questitalia bedda mi rregala in questi ggiorni.
1) Innanzi e tutto vogghiu parrare di questacosa che mi stà accuore: Ciancy conzegnò u papello. Che ci volete fare iè un picciotto struito, che si conzerva le carte, che fà le fotocopie, che studia e sottolinia.
Facciamo parrare questitalia babba sulle rrichieste di cuasi ventanni fà. Tra ventanni vi addivettirete con le rrichieste di custi ggiorni: ma non ci sarà chiù tanto da rridere.
Comuncue le cose si possono dire pure avvoce, senza scrivere ungazzo: peresempio il ponte non cè bisogno che lo scriviamo sui muri e sui papelli.
2) Che beddu Larussa ingazzato. Mi piace assai. Me lo inzogno la notte. Mi fa penzare a tanti anni fà quando li inglesi erano maledetti bastaddi e u nemico ti ascolta. Cuereliamoli. Tanto poi i piccioli dei talebbani ce li rripigghiamo noialtri. Mi spieco: non possiamo chiedere il pizzo direttamente noialtri ai nostri suddati eppoi in terra straniera. Allora mandiamo quei sciavariati slamici che ppoi ci rriconzegnano tutto, sennò li facciamo mangiare dalle capre.
3) La banca del sudd. Chepparole cieliestiali. Bravi. Chiamatela come minchia vi pare, cassa del mezzoggiorno, pizzo delle cingue di pomeriggio, cosi si chiama si chiama, tanto la funzione chidda rrimane.
4) sull'omo fobbia non mi pronunzio. Chi tiene paura dell'omo ancora non ha ssaggiato la punizzione diddio.