A stare nelle priggioni si diventa pure matti. Cualcuno già lo è. Cualcuno ci piace fingere.
Macari ti danno scai nella televisione e ogni settimana ti viene attrovare un pallamentare coll’animo appiccicoso e il fotografo al secuito. Se stai quì non ti puoi lamentare, perché non è cosa per picciotti d’onore ma per omuncoli cacasotto che meno di tia valgono solo Ricucci, Coppola, e Del Noce. La ricotta in menza iè rancida e di pecure nfelici che mangiano gli scarti della globbalizzazione. Gli sbirri sono sempre ingazzati più di noialtri perché devono stare quì anche se sono a bastanza innocenti. Noi siamo tutti innocenti, sempre, travvolti dagli eventi e dalle malelincue. Ma nessuno ci porta mai una rrosa. Mai.
Per questo ho taliato colla commozzione il caruso Cristicchio che cantava di canto poetico a sarremo. Che pareva lì capitato per caso, come un testimone sul luogo della strage, come un angelo dentro lo stadio di Catania, come un diamante in un mecdonald fritto di olio scaduto.
Cristicchio ci ha portato una rrosa pure a nnoi, che magari siamo pure un po’ di mmerda, abituati alle spine, fitusi dentro, ma che aprezziamo i penzieri gentili.








